File

Come preparare il file
per la stampa

Il file giusto fa la differenza fra un logo netto e uno sfocato. Ecco cosa mandarci, e cosa fare se hai solo il logo che usi su Instagram.

Il novanta per cento dei ritardi in produzione non nasce dalle macchine: nasce dal file. Un logo scaricato da una chat, un PNG piccolo, un font che nessuno ha — e la lavorazione si ferma prima di cominciare. Questa pagina serve a evitarlo.

Vettoriale o immagine: la differenza che conta

Un file vettoriale è fatto di curve matematiche: puoi ingrandirlo quanto vuoi e resta netto. Un'immagine è fatta di puntini: ingrandendola i puntini si vedono.

Per stampare un logo grande su una schiena, o per ricamarlo, serve il vettoriale. Non è una preferenza nostra: è che i puntini, ingranditi, restano puntini.

Come capire cosa hai

Prova semplice: apri il file e ingrandisci al 800%. Se i bordi restano taglienti è vettoriale, se diventano sgranati è un'immagine.

Se hai solo un'immagine

Non è un problema, ma va detto subito. Le strade sono due:

Il logo scaricato dal profilo Instagram o preso da uno screenshot non è mai abbastanza grande. Se è l'unica cosa che hai, dillo: si parte da lì e si ricostruisce.

I colori

Lo schermo emette luce, la stoffa la riflette: lo stesso colore non può apparire identico. Per questo il colore si indica, non si spera.

Le tre cose che bloccano un file

  1. I font non convertiti. Se il testo è ancora testo, e noi non abbiamo quel carattere, il computer lo sostituisce e il logo cambia. Vanno convertiti in tracciati prima di mandare.
  2. Il fondo bianco. Un logo su rettangolo bianco viene stampato con il rettangolo. Serve il fondo trasparente, o va detto esplicitamente che il bianco fa parte del disegno.
  3. Il file dentro un altro file. Un logo incollato in una presentazione o in un documento di testo perde qualità. Serve il file originale.

Il ricamo ha regole sue

Il filo non è inchiostro: non può fare tutto quello che fa una stampa.

Cosa mandarci, in pratica

Il file vettoriale se ce l'hai, con i font convertiti e i Pantone indicati. Se non ce l'hai, manda la cosa migliore che hai e scrivi «è tutto quello che ho»: ti diciamo noi se basta o se conviene ridisegnarlo. Nella pagina branding trovi come lavoriamo quando il logo va costruito da zero.

Domande frequenti

Che file serve per stampare un logo su una maglietta?

Idealmente un file vettoriale — .ai, .eps, .svg o un PDF creato da un programma di grafica — con i font convertiti in tracciati e i colori indicati in Pantone. Se hai solo un’immagine, deve essere a 300 dpi alla dimensione finale di stampa.

Il logo che uso su Instagram va bene per la stampa?

Quasi mai. Le immagini caricate sui social vengono ridotte e compresse, quindi risultano troppo piccole per una stampa di dimensioni normali. Si può però ridisegnare il logo in vettoriale: è un lavoro di grafica a parte, ma dopo resta tuo e lo riusi sempre.

Perché il colore stampato non è identico a quello che vedo sullo schermo?

Perché lo schermo emette luce mentre il tessuto la riflette: sono due modi diversi di produrre il colore. Per questo il colore si indica con i codici Pantone invece di affidarsi all’aspetto sullo schermo.

Cosa vuol dire digitalizzare un logo per il ricamo?

Vuol dire tradurre il disegno in un percorso di punti che la macchina da ricamo può eseguire: direzione, densità e ordine delle cuciture. È un lavoro a sé, si fa una volta sola e poi il file resta utilizzabile per tutti gli ordini successivi.

Vuoi un preventivo su misura?

Dicci capo, quantità, grafica e quando ti serve. Rispondiamo con un numero completo, che non cambia in corsa. Il minimo è di 10 pezzi in totale.

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